La CRI a Reggio Emilia

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E’ noto come nel 1863 nella Conferenza internazionale di Ginevra si gettassero le basi di una grande associazione per soccorrere i malati e i feriti di guerra. Questo nobile concetto divenne presto un fatto compiuto e fu coronato da felice successo con la Convenzione Internazionale del 22 Agosto 1864, cui il Governo d’Italia aderì tra i primi stati d’Europa.

Sorse poi subito a Milano un Comitato dell’Associazione Italiana che ottenne immediatamente il più grande favore e portò immensi aiuti nella guerra del 1866, meritando così l’alto patrocinio del Re. Vittorio Emanuele fu proclamato Protettore dell’Associazione; S.A.R. il Principe Umberto, Presidente onorario.
Molti altri Comitati sorsero nelle diverse province e, da un esame della documentazione conservata nel Polo Archivistico del Comune di Reggio, è emerso che fin dal 1866 venne costituito anche nella nostra città un Comitato locale.

Solo in seguito si formò, a Roma e con il suffragio dei Comitati locali, un Comitato Centrale che rappresentasse e dirigesse l’Associazione. Nella Circolare n° 1 del Comitato Centrale della “Associazione Italiana di soccorso ai malati e feriti di guerra” , indirizzata agli Onorevoli Signori Sindaci dei Comuni del Regno e trasmessa il 5 Novembre 1877, si legge : “ciò avvenne per la generosa iniziativa del Comitato Milanese , che volle cedere alla capitale la centralità, affine di rendere più efficace ed uniforme l’azione, più facili i rapporti col Governo e in particolar modo col Ministro della Guerra, ai cui ordinamenti l’opera dell’Associazione deve essere quanto più è possibile coordinata.” Il testo della circolare prosegue con l’oggetto principale : un appello ai Sindaci affinché perorando la causa della Croce Rossa nei loro Consigli municipali sottoscrivessero l’acquisto di azioni da lire 10 a favore del Comitato Centrale.

Nel gennaio 1879 si costituì, anche nella nostra città, l’ “Unione delle dame” con lo scopo di raccogliere offerte dalla carità privata; provvedere alla manifattura ed al mantenimento dei bendaggi e delle biancherie; provvedere alla educazione delle infermiere per mezzo di scuole speciali. Nell’archivio comunale è conservato lo splendido manifesto, redatto per l’occasione, a firma del Presidente del Comitato Reggiano Cav. Domenico Nobili.
Il primo nucleo di infermiere volontarie è assimilabile alla “Unione delle dame” ed occorre arrivare al 1915 per datare il primo corso di formazione organizzato a Reggio e documentato dalla stampa locale.
E’ lecito pensare che l’origine dei volontari del soccorso sia da far risalire alle prime squadre di soccorritori volontari costituite già nel 1866 ed attive sia negli ospedali da campo che sui treni ospedale. Nel marzo del 1888 viene stilato un regolamento per il reclutamento di : inservienti, infermieri, sorveglianti, capi sorveglianti di 1^ e 2^ classe. Coloro che aspiravano ad essere ammessi con la qualifica di infermieri si impegnavano a seguire un corso di formazione del quale si legge : “Il corso d’istruzione avrà luogo nei giorni festivi, o nelle ore serali, di guisa che possa conciliarsi con le occupazioni dei richiedenti e non consterà di un numero maggiore di 15 lezioni. Ove fosse necessario che essi abbandonassero le loro residenze, sarà loro corrisposta una indennità giornaliera di L. 1,50 oltre le spese di viaggio in ferrovia, in terza classe”.

La componente giovani, Croce Rossa Italiana Giovanile, compare per la prima volta nei documenti dell’archivio comunale nel 1930 con funzioni parascolastiche di organizzazione dei fanciulli e degli adolescenti.

Con l’ordinanza commissariale n. 552-12 del 23 novembre 2012 e sulla base del Decreto Legislativo 28 settembre 2012, n. 178 di riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce Rossa, «il Commissario Straordinario della C.R.I., con propria ordinanza, modifica lo statuto vigente della C.R.I. riducendo il numero delle attuali componenti volontaristiche non ausiliarie delle forze armate». Di fatto l’atto dà il via allo scioglimento delle Componenti Volontaristiche CRI civili. Sarà la successiva Ordinanza Commissariale n. 0567-12 del 3 dicembre 2012, con cui il Commissario Straordinario approva il Regolamento dei Volontari della Croce Rossa Italiana, a sancire la scomparsa definitiva delle Componenti Volontaristiche civili della Croce Rossa Italiana; per cui non più Volontari del Soccorso CRI, Volontarie del Comitato Nazionale Femminile CRI, Pionieri CRI e Donatori di Sangue CRI ma Volontari CRI.

Rimangono quasi inalterate le Componenti Ausiliarie delle Forze Armate della Croce Rossa Italiana:

  • Distintivo Corpo Militare CRI.jpg Corpo militare – che svolge le proprie attività anche all’estero o in scenari operativi ad alto rischio e che – con il Decreto Legislativo 28 settembre 2012, n. 178 – diventa Corpo Militare Volontario, non più soggetto alla disciplina militare;
  • Infermiere.svg Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana – le “crocerossine” (o “sorelle”), asse portante degli interventi sanitari più strutturati sia in Italia che all’Estero, si entra attraverso un corso di 2 anni riservato a donne dai 18 ai 45 anni;

I Volontari della Croce Rossa Italiana, adeguatamente formati e preparati, secondo le proprie inclinazioni, possono svolgere tutte le attività istituzionali dell’Associazione, nel rispetto dello Statuto della C.R.I. ed in linea con gli obiettivi strategici dell’Associazione e con la strategia della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. L’azione quotidiana ed organizzata dei Volontari C.R.I. nelle aree di attività della C.R.I. consente il raggiungimento degli obiettivi riportati nella carta dei servizi.

La aree di attività corrispondono agli obiettivi strategici della Croce Rossa Italiana:

  1. Area della tutela e protezione della salute e della vita;
  2. Area del supporto e dell’inclusione sociale;
  3. Area della preparazione della comunità e della risposta ad emergenze e disastri;
  4. Area della disseminazione del Diritto Internazionale Umanitario, dei Principi Fondamentali, dei Valori Umanitari e della Cooperazione internazionale;
  5. Area gioventù;
  6. Area sviluppo, comunicazione e promozione del volontariato.