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L’attività dei Clown di Corsia nasce circa quaranta anni fa in America dall’esempio del medico, pediatra e clown Hunter “Patch” Adams. Questo straordinario medico fu il primo ad accorgersi che in una persona malata (e soprattutto in una persona ospedalizzata) non esiste solo una sofferenza di tipo fisico, ma anche una sofferenza più profonda, psicologica, che si manifesta con tristezza, paura e solitudine. Questa, identificata come una sofferenza ben più dannosa della prima, non impedisce la guarigione ma la rende più lunga e difficoltosa e amplifica la percezione del dolore fisico. E’ così che “Patch” fonda il suo lavoro sull’eliminazione di questa sofferenza e sul miglioramento dello stato d’animo del paziente: porta avanti la teoria del sorriso come terapia dell’anima e dello spirito.
Oggi, a distanza di decenni, grazie a numerosi studi condotti per lo più negli USA, si è giunti a dimostrare scientificamente che il sorriso, l’allegria e il buonumore hanno un effetto preciso e diretto sui centri preposti alla percezione del dolore. Ecco quindi entrare in gioco i Clown di Corsia. E’ bene precisare che un Clown di Corsia non è per nulla un clown d’animazione: il Clown di Corsia non si avvale solo dell’attività di “clownerie”, tipica del clown circense, o di un attività di tipo ludico, ma applica la "Comicoterapia" , un vero e proprio metodo di guarigione, di supporto e integrazione alla medicina tradizionale. La Clownterapia deriva proprio dalla Comicoterapia e si basa sul principio che il ridere è positivo non solo da un punto di vista psicologico ma anche strettamente biologico e fisico: il ridere è considerato a tutti gli effetti un esercizio muscolare e respiratorio, un mezzo per liberare le vie aeree superiori e un ottimo modo per stimolare la produzione di sostanze naturali, efficaci contro la percezione del dolore. Tra le varie associazioni ambasciatrici del sorriso, un paio di anni fa, si sono aggiunti anche i Clown di Corsia della Croce Rossa. Ad oggi l’ente Cri vanta Clown di Corsia solo in Emilia Romagna e Abruzzo. Nella provincia di Reggio Emilia i Clown di Corsia (un gruppo di volontari del soccorso dei vari Comitati Locali di Re) sono già attivi su tutto il territorio e sono circa una trentina. Con il compito ben preciso di far riscoprire la voglia di vivere in chi l’ha momentaneamente perduta di vista, di riportare la gioia negli occhi e nel cuore di chi si trova in uno stato di sofferenza, sia questa di tipo fisico o di tipo psicologico, si recano in diverse strutture sanitarie della provincia distribuendo allegria e buonumore a chiunque abbia voglia di accoglierli, chiedendo in cambio solo un sorriso.
Li si incontra nei reparti vestiti di tutto punto con i loro pantaloni extra-large, canotte multicolor, visi truccati, calzini diversi, avvolti nei loro camici variopinti, con la voglia di strappare una bella risata al primo bimbo, o anziano che incontrano:improvvisano giochi, danze, cadute, capriole, magie, distribuiscono palloncini e terapie “mediche” alquanto stravaganti a base di flebo alla nutella e pillole alla fragola. Il loro scopo non è certamente quello di strappare un momentaneo sorriso o una risata passeggera, ma piuttosto di far provare al malato la netta sensazione, che qualcuno si preoccupa per lui, che qualcuno ha a cuore il suo stato d’essere, la sua persona, qualcuno che non chiede nulla in cambio se non un sorriso! Non sono però solo “in corsia”… sempre più spesso il loro intervento è richiesto da comunità di bimbi abusati, o da case di riposo, o dalle scuole materne, o anche nelle maxi emergenze, in calamità come terremoti o attentati terroristici. Li si può incontrare anche in strada, nelle feste di piazza, a contatto con l’uomo comune: ma anche qui il loro compito è lo stesso, far disporre l’altro al buonumore, alla gioia e soprattutto….al sorriso! .jpg) Certo è che per far “ridere” chi è in uno stato di reale e profonda sofferenza spesso non è sufficiente esser un attore comico. La cosa più importante e anche la più difficile è riuscire ad entrare in contatto con l’altro, instaurare un dialogo basato sulla fiducia, tale da riuscire a trasformare le sue emozioni negative in positive. Occorrono un’estrema cura, una costante attenzione all’altro, un grande amore e un profondo rispetto per l’essere umano che si ha di fronte ed è necessaria un’immensa e costante preparazione sul piano psicologico, tanto per relazionarsi all’altro quanto per difendere se stessi.
Tutto ciò per ribadire il concetto iniziale.. RIDERE A VOLTE è PROPRIO UNA COSA SERIA!
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